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katia

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October 05

Il valore di un'amicizia

Amico è qualcosa di più.

E' saperlo presente anche in un periodo di scazzo.

E' la sua discrezione nel chiedere

e la sua disponibilità nell'ascoltarti quando ti senti pronto a parlarne.

Amico è se ti racconta che il suo cane sta male;

se ti chiede un consiglio per una scelta importante.

Amico è se non ti risponde al telefono perchè non vuole sentire nessuno

o perchè gli stai sul cazzo in quel momento.

Amico è se ritorna più amico di prima.

E' un rarissimo abbraccio l'amico, dato però al momento giusto.

E' bere il caffè in una delle tazzine che ti ha regalato. E' comprare le stesse anche per se.

Amico è non dare mai nulla per scontato.

Amico è non dir nulla se quel giorno non gli hai nemmeno chiesto come stai.

Lo è anche se si rompe il cazzo, ma pure se si taglia le vene quando in macchina gli fai ascoltare l'ultimo di Ramazzotti.

Amico è gelosia se ha un nuovo amore, ma è gioia se lo rende felice.

E' anche quando ti guarda allibito perchè stai dicendo minchiate.

E' lui soprattutto quanto ti vede soffrire e non può far nulla per farti stare meglio.

Amico è quando ci prova a farti stare meglio.

Riceve anche un vaffanculo l'amico, quando non se lo merita.

Ma te lo restituisce solo quando te lo meriti.

E' sentire il tintinnio dei ciondoli del bracciale che ti ha regalato

per ricordarti che c'è.

Amico è se prepara un regalo per te due mesi prima.

Amico è il suo biglietto d'auguri.

E' la parola non detta.

E' solo e semplicemente lui.

L'amico, il mio amico.

October 01

Espressioni di un giorno ordinario

 
 
 
 

Sei il mio solo amore.

Tutta questa storia è di una  tristezza   allucinante.

Nostalgica e malinconica è dire poco. E' sufficiente invece dire "cazzo, mi manchi all'ennesima potenza!". Perchè è vero, mi manchi. Semplicemente, mi manchi.

Ma è tutto talmente sciocco e inutile... Anche i miei disperati appelli al tuo amore.

Tu lo sei... dentro, non so come. Da quel giorno di un pomeriggio assolato, al tepore di una lampada accesa. Da quel momento in cui ti tesi la mia mano e tu la accogliesti.

Quante e quante cose ti ho detto in quel momento. Ero pronta a camminare con te, dovunque volessi accompagnarmi, dovunque tu volessi andare.

Come possono i sentimenti più belli mutuare invece a parole di addio?

Tu e le tue vicissitudini, tu e la tu vita che sta bene anche senza di me.

Io e il mio volere te ad ogni costo... nonostante sia tu la causa del mio stesso soffrire.

E il mio sorriso ricalca il tuo, se solo mi fermo a pensarti un momento.

Ma non mi lava l'anima, non allevia il dolore. Il ricordo dei tuoi baci mi spezza il cuore. A tratti mi tortura. In altre parole, ti amo. Non te l'ho mai detto. Ho camminato per chilometri senza prender mai fiato, adesso me ne accorgo. Ho corso e poi rallentato, per secoli forse ma mi sembra solo e soltanto ieri che ho deciso di amarti.

A questa vita non c'è rimedio.

Qualcuno si diverte sempre a incidentarne il corso e...

l'amore è solo utopia. 

 
 
 
September 27

Cosa vedi amore mio?

 

 

 

 

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September 18

Grazie...

 
 
 
Siete grandiosi ragazzi... veramente!
 
Leggo i vostri commenti e scopro di avervi
 
ritrovati proprio come vi ho lasciati.
 
Grazie...
 
Non vi rispondo singolarmente per ora
 
ma...
 
riprenderò a fare anche questo, promesso!
 
 
September 17

Del delirio.

Stasera mi sento proprio ispirata. Da cosa? Dal nulla. Paradossale. Forse dalla dicitura "totale visite = 0", forse dal fatto che una volta mi dissero che il mio stile narrativo poteva somigliare in qualche modo a quello di Heminway.

Di fatto non faccio da tempo una delle cose che amo di più (ma non quella che mi riesce meglio ;)): scrivere; parlando magari a me stessa, parlando al mio interlocutore silenzioso, elaborando un pensiero, che per diversi motivi, pùo rimanere inespresso.

La verità vera, ossia il motivo per cui non sono più venuta qui, è questo mio strano quanto sofferto percorso; che continua, mio malgrado. E mi riallaccio al post precedente... "Chi può capire"? Chi può capire cosa, chi può capire che? Dicono di me che ho una strana capacità; quella di andare avanti con ottimismo, senza mai prendermela col mondo. Pare anche che io abbia conosciuto il peggio... e forse è vero, ma... si impara a parare i colpi, piano piano, di volta in volta, senza mai voltarsi indietro o calibrare l'entità dell'esperienza precedente. Strade del cuore? Può darsi. Vi siete mai chiesti come sarebbe adesso la vostra vita se una certa cosa o un evento non fossero mai capitati... un incontro, una situazione, una malattia, un dispiacere. Io lo faccio ogni giorno. Ogni maledetto giorno. Da quel giorno. Vi posso assicurare che non serve a nulla, solo ad aumentare l'amarezza. La vita va snocciolata giorno dopo giorno, minuto dopo minuto; con curiosità, con coraggio, con intraprendenza e... fiducia. E detesto chi, per strani motivi, obblighi morali, paura spreca anche un solo infinitesimo micron di secondo e... ce l'ha lì davanti... ma non la vede! Costa tanto annusare la felicità, eh? E' per questo che conserviamo, avidi, le nostre fortune in tasca. Detesto anche me, dunque. In questi frangenti poi capisci tante cose, come ad esempio chi ti vuol bene, o viceversa a chi non frega nulla. Alcuni hanno uno strano modo di volerti bene. Alcuni altri hanno uno strano modo di fottersene. Posso dire che mi son lasciata dietro parecchia gente e ancora tanta ne lascerò. Non me ne cruccio più di tanto. Questa è la storia della vita infondo, no? Non si impara ad amare il mondo incondizionatamente, la vita non può forgiarti a suo piacimento... non se non glielo lasci fare. Ogni percorso ha un senso e la vita di ciascuno di noi è importante al pari di quella dell'altro, indipendentemente dalle origini, dalla cultura, dalla posizione sociale, dal proprio modo di rapportarsi all'altro o da ciò che ci caratterizza. In quale stramaledettissimo discorso delle 20,43 mi sto cacciando? Farneticazioni che forse non leggerà mai nessuno. Dio santo, ho sempre odiato i discorsi generici!! Non li so fare! Ebbene, non sarebbe meglio dire cosa di fatto (e scusate il gioco di parole) ha fatto di me una persona diversa in tutto questo lunghissimo, inafferrabile tempo? No. Non è tempo e forse non lo sarà mai.

Non è di certo un applauso che mi aspetto alla fine di questo tanto lungo quanto strano discorso. Posso al limite pensare di esser stata fortunata se son riuscita a carpirvi anche un solo pezzettino di sorriso.

 
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